Si chiude il primo incontro di Architettura

Il primo incontro si è svolto nella serata del 27 giugno 2014, a seguito dei saluti del Presidente  del Rotary Club Isola di Capri Massimo Massaccesi, della responsabile della Sovrintendenza  ai monumenti per la Certosa di Capri, Dott.ssa Antonia Tafuri, del Sindaco di Capri, Ing. Giovanni De Martino, prende la parola l'Arch. Massimo Esposito per spiegare le motivazioni  che hanno determinati questa serie di incontri, in particolare il trasmettere, dai diversi punti di vista dei relatori, le loro esperienze e quindi il loro approccio con l'architettura, onde ottenere una conoscenza sulle tendenze fondamentalmente in Europa, dell'architettura contemporanea.  Queste lecture hanno, tra l'altro, la finalità di tendere a creare negli uditori, in particolare i giovani architetti, quegli stimoli e quella rinnovata energia per meglio affrontare la vita reale. Il primo intervento, è stato dell'Arch. Angelo Monti, docente di progettazione architettonica all'Università di Ferrara e di Parma, dal 2006 al 2014 Preside dell'Ordine degli Architetti della  provincia di Como, dal 2012 presidente della Consulta Regionale Lombarda. Membro della Commissione Internazionale UIA Heritage e del Forum europeo delle politiche architettoniche; attualmente direttore della rivista AL ( Architetti Lombardi). Il tema della sua conversazione che aveva per titolo "Raccontare il contemporaneo" è stato un'ampia panoramica di immagini con cui l’architetto spiega come attualmente si usa, o meglio si riusa un ambiente urbano. A tal proposito dice : “Il linguaggio dell’Architettura è incline all’affascinazione del globale, costruiamo dei magnifici oggetti e li caliamo nella realtà dove c’è l’opportunità di calarli creando una specie di iato tra l’oggetto e la costruzione del luogo, il rapporto dell’architettura del tempo ha sempre consolidato con il luogo, con il contesto, negli ultimi anni, questa dispersione mediatica lo ha sicuramente più allontanato. Io credo che uno dei temi della critica dell’Architettura debba passare dalla consapevolezza che non possiamo costruire i nostri luoghi in una sommatoria di oggetti portati alla grande scala, magari bellissimi in se, ma assolutamente autistici rispetto ai luoghi. I luoghi non sono una sommatoria di più o meno riusciti oggetti, ma la costruzione di una relazione tra le parti di questi ambiti dove noi viviamo”.  Il secondo intervento è dell’Architetto Alberto Caruso, studioso della Architettura Ticinese; ha diretto “Rivista tecnica” dal ’96 al ‘97 e dal ‘98 è Direttore della rivista “ARCHI”, la rivista ufficiale della Sia, Architetti e Ingegneri Svizzeri. Nel 2008 ha pubblicato il libro “La resistenza critica del Moderno”. Parlando del suo lavoro, l’architetto sottolinea la differenza tra l’urbanistica italiana e quella svizzera dicendo: “La rivista che dirigo oltre che di Architettura e Ingegneria si interessa di Urbanistica, ma non secondo l’accezione che si usa dare in Italia a questo termine, ovvero di sinonimo di pianificazione, ma nell’accezione tedesca del termine di Stadtbau, costruzione della città, o meglio della Stadtbau Kunst, ovvero dell’arte di costruire la città e quindi non di pianificazione ma di Architettura a grande scala”. Il tema principale del suo intervento è stato “Costruire il nuovo in una città senza l’idea di città: il caso Milano”, traendo dalla sua relazione, l’architetto evidenzia che, mentre nel passato ogni intervento sulla città era eseguito nel pieno rispetto della maglia urbana ottocentesca, in funzione delle normative vigenti, oggi le nuove opere nel pieno centro della città sono insensibili agli assi viari, alle cortine di facciata ottocentesche o di secoli precedenti. Vengono tagliati indiscriminatamente parti di edifici, mettendo a nudo le corti interne e quindi le facciate secondarie, creando una edilizia fuori scala, senza alcun rispetto dei metodi e materiali del passato. Questa scelta secondo l’arch. Caruso, come in molte città più recenti e senza storia, una sorta di esperimento formale e spaziale che disconoscono in partenza la forte e spesso irrinunciabile presenza dell’edificato intorno, creando dei veri e propri “disastri urbani”. Gli edifici che si stanno costruendo per la nuova Expo 2015 ne sono un esempio eclatante. La serata del primo incontro si conclude con un ringraziamento ai relatori e ai partecipanti, ricordando il prossimo appuntamento dell’11 luglio con lo studio Local Architecture di Losanna.

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